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Editoriale "Caccia&Tiro" n. 07/2017

Fare squadra per la vita

A 25 anni dalla nascita 
del programma europeo 
Life, Ispra ne traccia 
il bilancio nel nostro Paese, che assieme alla Spagna annovera il maggior numero di progetti per contrastare 
le specie aliene. 
Così L’Istituto lancia l’idea 
di un network nazionale 
per dare maggior forza 
ai progetti e tutelare con più efficacia la biodiversità.

Diverso è bello. Certo che sì. Ma quando l’alieno invade campagne e città, mettendo in discussione la stessa sopravvivenza delle specie autoctone, dobbiamo necessariamente cambiare prospettiva e agire.
L’Italia è un Paese accogliente sotto ogni punto di vista, baciato dal sole, dal mare e dalla natura, che lo ha reso ricchissimo di biodiversità. Purtroppo è accogliente anche con le specie invasive, che molto spesso trovano un habitat perfetto per vivere e prosperare, anche grazie al clima e all’assenza di predatori o antagonisti. Ed è così grande il problema sul nostro territorio che siamo una delle la nazioni, assieme alla Spagna, che porta avanti il più alto numero di progetti Life per contrastare le specie aliene. Quest’anno il programma europeo Life - istituito nel 1992 per proteggere gli habitat naturali e sviluppare la consapevolezza ambientale della popolazione, sostenendo progetti nell’Ue e in alcuni paesi candidati e limitrofi  - compie 25 anni. Visto l’importante anniversario l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha deciso di tracciare un bilancio e snocciolare alcuni dati relativi ai progetti portati avanti nel nostro Paese. Tra i progetti Life finanziati in Europa ben 265 hanno riguardato la tematica delle specie aliene invasive (il 52% di questi sono sostanzialmente dedicati al fenomeno), senza contare quelli in corso. Italia e Spagna, come abbiamo già detto, hanno realizzato il maggior numero di progetti (oltre il 35% del totale). Dei 55 progetti Life per contrastare le specie aliene invasive, finanziati in Italia dal 1996 ad oggi, 20 hanno riguardato specie animali e 7 specie sia di flora che di fauna. Questi interventi hanno avuto come obiettivo il ripristino della biodiversità originaria ed hanno ottenuto risultati estremamente positivi, come nel caso del progetto StopVespa, che, come riporta l’Ispra “ha permesso di individuare 480 nidi di Vespa velutina in Liguria, con un incremento esponenziale rispetto alle segnalazioni degli anni passati (5 nidi nel 2013, 50 nel 2014 e 221 nel 2015). L’84% dei nidi segnalati è stato neutralizzato e rimosso, grazie all’attività svolta da 5 squadre di neutralizzazione e monitoraggio con la collaborazione di nuclei locali di Protezione Civile”. Certo, in apparenza la presenza di una vespa alloctona potrebbe non sembrare una così grande minaccia per la biodiversità, ma le cose non stanno proprio così. La vespa velutina (Calabrone asiatico), originaria del sud-est asiatico, si nutre infatti di api e pochi esemplari sono capaci di distruggere in pochissimo tempo un intero alveare, perché le api autoctone non sono in possesso di alcun meccanismo di difesa, sviluppato invece dalle cugine asiatiche. Le api mellifere, molto più degli altri insetti impollinatori, sono organismi chiave per la conservazione della biodiversità vegetale e per il mantenimento dei diversi ecosistemi, del loro operato, quindi, beneficiano tutte le specie animali e vegetali. Un piccolo esempio che spiega quanto fragile sia l’ambiente nel quale viviamo, quanto importante sia ogni creatura in esso presente  e quanto dannosa possa essere l’introduzione di specie alloctone. Il prossimo novembre a Milano si terrà l’incontro europeo sui progetti Life che si occupano di specie aliene invasive e in vista di questo importante appuntamento l’Ispra ha lanciato l’idea di un network nazionale, in fase di costituzione, per creare un luogo in cui le informazioni possano circolare, le esperienze possano essere scambiate, per condividere le soluzioni adottate, per affrontare le diverse criticità di natura tecnica e sociale che caratterizzano questo tipo di progetti. È arrivato anche l’appoggio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha sostenuto l’iniziativa, ospitando lo scorso 25 maggio la prima riunione tecnica di avvio del Coordinamento italiano. L’appello alla collaborazione, però, è anche rivolto a tutti i cittadini, che devono segnalare l’eventuale presenza di specie aliene e adottare comportamenti responsabili, soprattutto riguardo ai pet esotici, che hanno già provocato enormi danni alla biodiversità, come nel caso dello scoiattolo grigio del Nord America o della testuggine palustre americana: entrambi hanno invaso i nostri habitat e stanno causando l’estinzione dei loro ‘cugini’ autoctoni. Certo l’uomo è “in cima alla catena alimentare” e sarà l’ultima specie a fare le spese degli squilibri che sta creando in natura, ma già oggi il prezzo da pagare è molto alto. Allora collaboriamo tutti insieme ai progetti Life. Facciamo squadra per la vita.

Valeria Bellagamba

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