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Editoriale Caccia&Tiro n. 7/2018

Il lupo tra gestione e psicosi

Non sta a noi certo indicare gli strumenti da porre in atto per limitare tutto il clamore attorno al rapporto 
con questo grande predatore, né crediamo che qualcuno possegga la formula magica. Ma un orientamento, dettato dal buonsenso, speriamo prevalga sugli opposti estremismi, ed è quello che contiene nelle sue premesse il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”.

L’ingresso trionfale in città di Pierino, il lupo, i cacciatori e altri personaggi può essere letta come metafora di una auspicabile convivenza tra l’uomo (e le sue attività) e il grande predatore, o resterà solo una fiaba, quella di Prokoviev? Il legame uomo-lupo ha stimolato come pochi la fantasia umana, dando al secondo il ruolo del cattivo tout court e al primo quello del buono. Ma il nuovo millennio ha portato a una confusione dei ruoli, se non a una vera e propria inversione.
E così, tornato a popolare i rilievi del nostro Paese in maniera significativa, con tutte le conseguenze del caso, il lupo stimola ancora molto la fantasia, questa volta da punti di vista meno letterari. Passando in rassegna le tante opinioni che fluiscono libere sui media tradizionali e virtuali, con la certezza di dimenticarne qualcuno, si passa dalla tutela assoluta alla richiesta di eradicazione.
In mezzo, chi auspica una gestione scevra da ideologie e interessi di parte. Emblema della contesa è l’Alto Adige. A inizio giugno la Giunta provinciale, anche dietro la spinta di petizioni promosse da alcuni sindaci, ha approvato un ddl sui grandi carnivori, anche sull’orso quindi, che ne autorizza il prelievo al di fuori del loro habitat naturale. Sembra una misura pensata per arginare la “invasione” dei centri abitati, ma così le greggi in alpeggio non sarebbero tutelate… Comunque, la risposta degli animalisti non si è fatta attendere, con un no prevedibile che non prevede eccezioni e, soprattutto, non fornisce alternative. Tra i due fuochi alcuni tecnici che, pur ammettendo la legittimità dell’abbattimento come extrema ratio, lo legano a una serie di fattori scientifici, legati a ricerche specifiche, che diano un colpo al cerchio della tutela della biodiversità e uno alla botte della difesa degli allevatori e della pubblica sicurezza. Tra le azioni da porre in atto suggeriscono le recinzioni, non sempre possibili per le impervie caratteristiche dei terreni alpini, sia l’adozione di cani da guardianìa. Quel che è certo, è che l’animosità del dibattito sta producendo una vera e propria psicosi che apre la strada all’allarmismo infondato. È di pochi giorni fa la notizia della segnalazione della presenza di lupi in vicinanza di alcune case a Bolzano, rivelatasi poi causata dall’avvistamento di alcuni cani lupo cecoslovacchi. Un buon vecchio “al lupo al lupo”, insomma. Non sta a noi certo indicare gli strumenti da porre in atto per limitare tutto questo clamore, né crediamo che qualcuno possegga la formula magica. Ma un orientamento, dettato dal buonsenso, speriamo prevalga sugli opposti estremismi, ed è quello che contiene nelle sue premesse il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”: “L’approccio seguito dal presente Piano di azione tende quindi ad assicurare un’adeguata flessibilità degli indirizzi e delle azioni. Anche in relazione all’estrema dinamicità dello status del lupo che, dopo aver raggiunto la soglia dell’estinzione negli anni ’70, è oggi in una fase di rapida espansione, ogni strategia di conservazione della specie non può essere intesa come immodificabile, ma al contrario dovrà essere periodicamente riconsiderata per permettere correzioni ed aggiornamenti che tengano conto dell’aumento delle conoscenze sulla specie e del mutamento delle condizioni ambientali, sociali ed economiche”.
Flessibilità, quindi, e non rigidità preconfezionate, perché la natura non è bianca o nera, non sta al di qua o al di là di una linea, ci circonda e non riusciremo a piegarla ai nostri punti di vista, soprattutto se ispirati a inesistenti verità assolute. Chi pensa di possederle verrà smentito dalla realtà, pronta a divorare i fanatici, così come il lupo fece con la nonna di Cappuccetto rosso.

Valeria Bellagamba

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