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Editoriale Caccia&Tiro n. 11/2017

Ora difendiamolo

In Italia il numero 
delle firme necessarie 
per poter chiedere 
all’Ue norme specifiche 
a tutela del suolo 
è stato raggiunto e superato abbondantemente. Ora spetta alle Istituzioni raccogliere l’invito a fare qualcosa 
di davvero grande, 
per la nostra sicurezza 
e per il nostro futuro.

“Siamo molto preoccupati per il crescente degrado dei suoli sia nell’Ue che a livello globale: l’erosione, il consumo di suolo, la perdita di materia organica, la compattazione, la salinizzazione, il dissesto idrogeologico e la contaminazione hanno impatti negativi sulla salute umana, la sicurezza alimentare, gli ecosistemi naturali, la biodiversità e il clima, nonché sulla nostra economia. Vogliamo fare pressione sulle istituzioni europee affinché venga adottata una legislazione specifica in materia di protezione del suolo, che fissi principi e regole che gli Stati Membri devono rispettare. Vogliamo che l’Europa riconosca il suolo come un bene comune essenziale per la nostra vita e assuma la sua gestione sostenibile come un impegno prioritario”. Con questo intento è iniziata la campagna People4soil e queste parole le potete leggere sul sito dell’iniziativa (www.salvailsuolo.it), di cui abbiamo parlato quasi un anno fa, quando era ancora in atto la raccolta firme, tra i cittadini europei, per chiedere all’Ue norme specifiche a tutela del suolo. Anche dalle nostre pagine vi avevamo invitato a partecipare ed anche il mondo venatorio, in particolare Federcaccia e Arcicaccia, si era reso promotore dell’iniziativa, raccogliendo firme attraverso tutti i canali disponibili, dal web alle manifestazioni pubbliche.
Oggi possiamo raccontare il bel finale di questa storia, che più che un lieto fine rappresenta l’inizio di un percorso a tutela e salvaguardia del suolo. Lo scorso 10 ottobre, infatti, sono state consegnate al Presidente del Senato Pietro Grasso le oltre 82.000 firme raccolte in Italia dalla coalizione #salvailsuolo (formata da Acli, Coldiretti, Fai - Fondo Ambiente Italiano, Inu - Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, Wwf): “Un contributo importante, quello dei firmatari italiani, che pesa sulle oltre 212.000 firme raccolte a livello europeo ed eccede largamente il quorum fissato per il nostro Paese dalla Commissione Europea (54.750 firme): si tratta di un dato significativo che testimonia la sensibilità presente nel nostro Paese riguardo ai troppi fenomeni di degrado a carico del suolo, ed in particolare la cementificazione che ricopre ampie parti di territorio”. La coalizione ha anche chiesto di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, una legge già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato, il cui obiettivo è quello di fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità.
Ogni volta che la furia della natura sfiora o provoca una tragedia, dalle frane alle alluvioni, si torna a parlare dei dati allarmanti che riguardano proprio il consumo del suolo, la forma di prevenzione più efficace per tutelare tutti e tutto: cittadini, ambiente, agricoltura, fauna. Eppure il nostro Paese, ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico, continua a rincorrere l’emergenza, invece di dare un forte impulso al cambiamento. La richiesta dai cittadini è arrivata, ora le Istituzioni devono rispondere. Ricordiamo che secondo gli ultimi dati Ispra (2016) in Italia 23.000 Km2 sono stati cementificati e che il consumo del suolo avanza ad un ritmo di 3 metri al secondo. Fermare il degrado del suolo è una priorità e la quantità di firme raccolte testimonia la sensibilità dei cittadini italiani su un tema così cruciale, ma anche complesso. Ora spetta alle Istituzioni raccogliere l’invito a fare qualcosa di davvero grande, per la nostra sicurezza e per il nostro futuro.

Valeria Bellagamba

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