Menu

Cacciatore Testata Grigio Ok
Arco Testata Grigia
CT Testata Grigia

facebook Greentime facebook Arco facebook Caccia&Tiro

Editoriale "Il Cacciatore italiano" n. 5/2017

A caccia nella rete

Questo numero si apre con un articolo sulla conferenza tenutasi al Parlamento Europeo, dedicata con una particolare attenzione ai giovani cacciatori, al miglior modo per comunicare il loro ruolo, e quello della caccia nel suo complesso, nelle politiche conservative e gestionali dell’Unione, ma anche a come rivolgersi alle nuove generazioni.
Forse qualcuno ricorderà che lo scorso numero avevamo affrontato proprio il tema della comunicazione, segnalando la necessità di mutare forma e contenuti del linguaggio con cui ci rivolgiamo alla società, che non pratica e molto poco conosce della caccia al di là dei consueti stereotipi. Focalizzando la riflessione sui giovani, questa esigenza a Bruxelles è emersa con ancora più evidenza, e gli esempi portati dai relatori mostrano come comunicare all’esterno i benefici che un esercizio consapevole e sostenibile della caccia apporta all’ambiente e all’intero corpo sociale, e il promuovere l’attività venatoria fra i nuovi potenziali cacciatori siano due aspetti strettamente legati.
Il tema del ricambio generazionale non è sentito solo in Italia. Le modificazioni del contesto sociale; il diffondersi di sensibilità diverse, più urbane e meno rurali; una maggiore attenzione per ambiente e animali, hanno reso la caccia sempre meno appetibile per le giovani generazioni in tutta Europa, anche se una inversione di tendenza è espressa soprattutto dalle donne, in particolare negli Stati nordici. La nutrita partecipazione di giovani alle tante e diverse iniziative delle sezioni Federcaccia su tutto il territorio nazionale dimostra che i giovani con il loro entusiasmo ci sono e sono disponibili se li si sa stimolare. Dai corsi di preparazione all’esame di abilitazione venatoria a quelli per il conseguimento delle diverse abilitazioni (dal capriolo al cinghiale al cervo), dalla preparazione e valorizzazione delle carni di selvaggina ai corsi di cinofilia, a quelli di fischiatori col chioccolo, alle manifestazioni agonistiche, così come ai progetti di ricerca e alla raccolta dati ad uso di ricerca. Perché questo interesse non vada scemando col rischio che chi si è avvicinato finisca per lasciare, è necessario che si offra loro l’occasione di essere coinvolti e di partecipare in prima persona. Per questo e per entrare in contatto con loro è necessario però rivedere il nostro approccio. Gli interventi alla conferenza hanno messo in luce, come era prevedibile, il ruolo al fianco dei media tradizionali, di internet e dei social, sui quali alcune associazioni venatorie, come quella danese, sono presenti con siti e gruppi pensati espressamente per un pubblico di ragazzi e ragazze, con risultati positivi: 7.000 nuovi cacciatori ogni anno in Danimarca, su un totale inferiore ai 200.000 praticanti. I social in Italia sono usati spesso dai cacciatori come luoghi dove parlare di cani, carnieri, fucili… Una sorta di succedanei virtuali di bar e armerie, rivolti perdipiù a un pubblico composto da già praticanti. Bene. Ma per farci conoscere meglio e diventare più attrattivi serve anche altro.
Le nuove tecnologie dovrebbero essere utilizzate, oltre che per creare comunità, anche per trasmettere messaggi e stimoli.
In questo senso andava anche l’interessante workshop del World Forum of Shooting Activities organizzato a Roma tramite l’Anpam, il cui titolo era molto esplicito: “Usare i social media a nostro vantaggio”.
Le associazioni animaliste e ambientaliste fanno da anni un uso assai proficuo di internet, contando su campagne ben ideate e promosse, che si basano su messaggi che sfruttano la parte più emotiva della società e che grazie alla facilità di condividere e rilanciare in rete diventano “virali” grazie ai loro soci e simpatizzanti, ma anche ai moltissimi che senza troppo approfondire si lasciano conquistare da concetti essenziali come “difendi la natura”, “proteggi gli animali”, “salva l’ambiente”.
Sono messaggi talmente elementari e “condivisibili” che potrebbero tranquillamente essere sottoscritti anche da ciascuno di noi, e questo rende evidente come sia facile in fondo ottenere numeri elevati di sostenitori - virtuali - da presentare ai legislatori come nostri oppositori.
Trasmettere le nostre posizioni è più complicato, richiede senza dubbio una maggiore attenzione e predisposizione all’ascolto, e certamente una mente più sgombra da pregiudizi da parte di chi li riceve. Ma non è impossibile. E crediamo che anche questo sia un terreno di confronto dal quale la caccia non può essere assente.

In bocca al lupo!

Marco Ramanzini


Greentime Spa

Via San Gervasio 1 - 40121 Bologna - Italia
Tel. +39 051223327

Cap. Soc. € 334.087,00 i.v.- R.E.A. Bologna n. 130839
P.I. 00279880371

bottone facebook

Log In or Register

fb iconLog in with Facebook