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Editoriale Il Cacciatore italiano n. 1/2018

Un appuntamento da non mancare

La vignetta scelta come foto di copertina di questo numero è secondo noi particolarmente significativa: un cacciatore che al posto del fucile ha una matita.
Giuliano Rossetti - vignettista satirico vicino alla caccia, collaboratore di quotidiani come “la Repubblica” e riviste di settore come “Diana” - la disegnò insieme ad altre per la campagna referendaria del ’90. Quel referendum, che chiedeva l’abolizione della caccia in Italia, fu vinto grazie a un impegno comune, a tutti i livelli, del mondo venatorio. Uno sforzo che vide riunite tutte le Associazioni e le parti interessate per mantenere un’attività millenaria tradizionale con aspetti e valenze che non possono essere semplicisticamente e pretestuosamente bollate come attività “selvaggia e fuori dal tempo”.
L’appuntamento elettorale di marzo sembra aver assunto psicologicamente nel popolo dei cacciatori - e in alcuni centri economici, produttivi e sociali - la stessa valenza di allora.
FIdC non può e non vuole dare indicazioni di voto. La considerazione nei confronti della caccia, non solo per i suoi aspetti ludico ricreativi, è trasversale all’arco parlamentare. Così come la sua ideologica avversione e sappiamo tutti benissimo che oltre ai singoli candidati ci sono forze politiche che hanno ripetutamente espresso aperta ostilità alla caccia e alle armi sportive.
Ognuno di voi, di noi, voterà secondo coscienza e in piena libertà, dando giustamente prevalenza ai temi che gli stanno a cuore. È fondamentale però che questo importante diritto di esprimere liberamente il nostro pensiero col voto sia esercitato. Su questo la Federazione vuole fare un richiamo forte. L’invito dunque è quello di andare alle urne, magari con un occhio di riguardo a quei candidati che sappiamo essere vicini. Qualunque sia il risultato che ne uscirà, disertarle rafforzerà chi ci avversa e chi, se non ci avversa, sicuramente non ci è vicino e non ci ama.
Oggi come ieri è importante che il nostro mondo, insieme a tutte quelle forze sociali che hanno le loro radici nella ruralità, sia unito per chiedere a chi si presenta per amministrare il Paese nei prossimi anni, il riconoscimento del ruolo sociale, economico e gestionale della nostra attività. La caccia non è solo “divertimento”. È gestione della fauna, presidio del territorio, valorizzazione di aree interne altrimenti abbandonate, supporto e vitalità di piccoli centri, possibilità di creare posti di lavoro, insostituibile aiuto per gli agricoltori, valorizzazione e mantenimento di tipicità gastronomiche locali…
Le Aavv, Federcaccia convintamente in testa, lo hanno fatto, mettendo da parte i contrasti e così come nel ’90 facendo fronte comune, creando assieme al Cncn una Cabina di regia e sottoscrivendo un Manifesto inviato a tutte le forze politiche e condiviso con le rappresentanze agricole, per verificare convergenze e aprire un confronto. Non per cercare inutili promesse elettorali, ma per far riflettere su questioni di politica ambientale e territoriale ampie e complesse. Un confronto che non si esaurisca il 5 marzo, ma ponga le basi per una nuova fase di dialogo e concertazione con il mondo agricolo per avere più forza nei confronti di politica e Istituzioni.
Non chiediamo supporters alla classe politica, ma uno Stato che decida laicamente senza farsi condizionare da tendenze emotive, in base alle esigenze reali del Paese e dei cittadini. Una nuova e concreta consapevolezza da parte del legislatore che consenta la riforma di leggi vetuste come la 157 e la 394, un nuovo assetto degli Atc con aggiornate capacità gestionali, un coinvolgimento dei cacciatori riconosciuti come elemento in grado di creare, ripristinare e conservare ambiente così come è in tutta Europa e come l’Ue chiede.
I tempi di chiusura di questo nostro organo federale non consentono di aggiornarvi sulla quotidianità di incontri e contatti. Nel momento in cui scriviamo alcuni si sono già svolti e li possiamo definire soddisfacenti. Vi rimandiamo perciò ai nostri siti internet, ma vi preghiamo anche di fare la vostra parte per convincere indecisi e non cacciatori dell’importanza di questo appuntamento e del danno che deriva a tutta la società dal considerare la caccia e ciò che le ruota intorno come avulso e superfluo alla vita di questo Paese. In bocca al lupo!

Marco Ramanzini


Greentime Spa

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