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Editoriale Il Cacciatore italiano n. 4/2018

Un impegno da rafforzare

Crediamo che una delle più felici intuizioni di questa presidenza, fra le tante, sia stata quella di dotare la Federazione - così come è normale nelle associazioni dei cacciatori di tutta Europa - di uffici tecnici dedicati alla gestione ambientale, faunistica e venatoria. Una struttura permanente, integrata e, quel che più conta, affidata a professionisti preparati.
Grazie a quella idea, alla quale in questi quasi dieci anni sono stati dedicati tempo, energie, risorse economiche e umane, la Federcaccia dispone oggi di un ufficio strutturato con tecnici, ricercatori e collaboratori che formano un centro studi in grado di affrontare con competenza i diversi aspetti della materia ambientale, faunistica e gestionale, occupandosi dei rapporti fra fauna, agricoltura e foreste; progetti Life; piccola selvaggina stanziale; migratoria; raccolta ed elaborazione dati per rendere adempiente il Paese nei confronti delle richieste di report dell’Europa e altro ancora. Il tutto coordinando forse la più grande rete di volontari impegnati in ricerche e studi in Italia. Questa struttura rappresenta un arricchimento per l’intera comunità venatoria italiana. I risultati delle sue ricerche sono stati costantemente messi a disposizione nelle diverse occasioni di confronto con Istituzioni, Ministeri e Amministrazioni a tutti i livelli. I nostri tecnici hanno rapporti istituzionali con gli Assessorati e gli Uffici caccia regionali e provinciali, ai quali spesso hanno fornito collaborazione e indicazioni per motivare i propri calendari venatori o dare il via a progetti faunistici.
Non è un caso, crediamo, che le Aavv italiane aderenti alla Federazione dei cacciatori europei abbiano accolto unanimemente la proposta del presidente Dall’Olio - che come v.presidente Face Europa le rappresenta in quella sede dal punto di vista politico - di affidare il ruolo di referente tecnico-scientifico al nostro Michele Sorrenti, che come Chairman del Gruppo di Lavoro Face sulle direttive Natura ha più volte incontrato la Commissione Ambiente sulle problematiche relative alla caccia alla migratoria in Europa e in Italia. I risultati, come è normale, non sempre hanno lasciato completamente soddisfatti i cacciatori, così come non tutte le Istituzioni sono sempre bendisposte all’ascolto; ma non c’è dubbio che la voce della caccia dopo anni sia tornata a parlare in modo autorevole. Molto c’è ancora da fare, ma la strada per un ruolo che vada oltre quello di “rappresentanza sindacale” e di “assicuratore” dei cacciatori è tracciata e non si può tornare indietro. Anzi, è un impegno da rafforzare ulteriormente sia a livello centrale che periferico.
Lo dimostra l’attenzione poco benevola non solo delle associazioni animaliste, protezioniste più radicali e degli anticaccia, ma anche delle Istituzioni, che spesso si barcamenano in posizioni ambigue. Ultimo esempio in ordine di tempo mentre scriviamo, la lettera del Ministero dell’ambiente che invita le Regioni a non autorizzare giornate di pre apertura alla tortora selvatica. Per inquadrare meglio il tema e l’impegno di FIdC per tutelarne la caccia vi rimandiamo alle prossime pagine. In merito all’invito ministeriale, la Federazione si è immediatamente attivata per far avere a tutte le amministrazioni i documenti che dimostrano in modo indiscutibile come la caccia alla tortora sia pienamente sostenibile e che a tutela della specie siano sufficienti i limiti di prelievo e di giornate già messi in atto. Una realtà che paradossalmente riconosce lo stesso Ministero proprio nella lettera di cui stiamo parlando.
La vicenda sottolinea nuovamente l’importanza di un approccio scientifico e non ideologico alle questioni ambientali. Anche da parte dei cacciatori, che troppo spesso ignorano quanto i dati di prelievo, i censimenti, le ricerche sulle specie, siano indispensabili per la difesa dei calendari venatori.
Mentre aspettiamo l’alba dell’apertura e ci accingiamo a vivere un’altra stagione di caccia, fra il dare sfogo alla passione - sempre con giudizio, attenzione e rispetto - e il piacere e la gioia di vivere la natura insieme agli amici più cari, troviamo allora qualche minuto per pensare a questo e magari partecipare in prima persona ai tanti progetti portati avanti dalla nostra Federazione.
Ancora una volta, ancora più sentito: “In bocca al lupo!”.

Marco Ramanzini


Greentime Spa

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