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Editoriale Il Cacciatore italiano n. 2/2018

Avanti con determinazione

Mentre scriviamo il Paese è ancora in attesa di un Governo. Con un calendario delle consultazioni che va quasi fino a metà aprile e la possibilità che la vita del nuovo Esecutivo sia già a termine una volta “aggiustata” la legge elettorale per tornare rapidamente alle urne, il futuro rappresenta per tutti un’incognita e il mondo venatorio non fa eccezione.
Federcaccia si è attivata a tutti i livelli - insieme alle altre Aavv riconosciute e al Cncn - in una serie di incontri con gli allora candidati e con le segreterie dei partiti e dei movimenti politici, con il mondo agricolo e quello della produzione. A tutti è stato chiesto l’impegno di affrontare le questioni ambientali e venatorie nel loro complesso con serietà, senza pregiudizi e con la considerazione che tutta Europa riconosce alla caccia. In molti hanno accolto l’invito e hanno sottoscritto il Manifesto della Cabina di regia. Su 115 sottoscrittori contiamo 50 eletti, che rappresentano trasversalmente tutte le forze politiche dell’arco parlamentare, compresi i 5 stelle. A questi si aggiungono senza dubbio vaste aree del nuovo Parlamento. Non dobbiamo dimenticare però che l’ostilità e la chiusura nei confronti della caccia sono altrettanto trasversali e ben rappresentate.
Quello ottenuto è comunque un buon risultato da cui partire per poter ragionare sulle strategie e sulle azioni future del mondo venatorio insieme a coloro che all’interno della Cabina di regia vorranno con noi proseguire nel confronto con la politica e le Istituzioni, riallacciando quel dialogo che per troppo tempo è mancato. Ci auguriamo non ci sia chi ritiene quello raggiunto insieme un successo sufficiente, tale da preferire ballare da solo. Nel caso, auspicheremo un ripensamento e così non fosse non potremo che sperare che questo atteggiamento non sfoci in battaglie di retroguardia e richieste fondate solo sul populismo. L’esperienza insegna che con una simile condotta l’unica cosa ottenuta è stata una ulteriore chiusura della politica e della società nei nostri confronti. Gli ostacoli si superano meglio insieme e Governo e Parlamento devono essere stimolati sulla governance del territorio, sulla corretta gestione faunistica superandone gli squilibri, sulla tutela reale e non di facciata della biodiversità. Dobbiamo chiedere quel ruolo da protagonisti, così come è legittimo e riconosciuto in tutta Europa, che da noi non riesce a superare la barriera ideologica ed emotiva creata ad arte dall’animalismo e dall’ambientalismo radicale. Dobbiamo uscire dall’anonimato della nostra storia recente e lavorare ancora di più per informare il Parlamento - in tutte le sue articolazioni - su cosa è realmente la caccia e come si è evoluta la figura del cacciatore, comunicando puntualmente cosa facciamo, come ci muoviamo in Europa e con l’Europa, la realtà che rappresentiamo e il grande potenziale che “l’universo caccia” nella sua complessità può offrire al Paese. Far comprendere che la caccia che vogliamo e per la quale ci impegniamo ogni giorno è quella sostenibile, in linea con le Direttive e le normative internazionali, in sintonia con la scienza e con le mutate condizioni ambientali, faunistiche e sociali sempre in divenire. Una caccia sempre più al servizio dell’ambiente, del territorio e di chi lo vive, vi produce e vi lavora. La gestione delle specie invasive o problematiche così come di quelle aliene ne è il più chiaro esempio, ma non è l’unico.
Vogliamo moltiplicare il nostro impegno a beneficio della società. Dobbiamo costruire alleanze nuove e rivificarne di vecchie. Prima di tutto con gli agricoltori, con i quali negli ultimi anni si era perso il dialogo. Siamo soddisfatti dei contatti intercorsi, ma sono solo i primi passi in un percorso non facile ma necessario di condivisione all’interno della ruralità, nella quale rinnovate sinergie possono portare mutui vantaggi. C’è bisogno di reciproca fiducia. Con tutti. Per un nuovo e più concreto approccio all’ambiente, senza preclusioni. È questo che noi ci sentiamo di offrire al nuovo Governo, con l’augurio che possa operare al più presto nella pienezza delle sue funzioni.
In bocca al lupo!

Marco Ramanzini


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