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IL CACCIATORE ITALIANO n. 3/2017

Sono passati più di dieci anni - era il 2006 - da quando Federcaccia unì il suo logo al quadro e alla frase che oggi vi riproponiamo come copertina di questo numero. Il messaggio che allora, come oggi, si voleva lanciare ai propri tesserati e in generale alla società era quello di una Federazione di cacciatori consapevole delle responsabilità di cui esercitare la nostra attività ci investe nei confronti dell’ambiente, della fauna e di tutto il territorio.
Il quadro, famoso, è “Il viandante sul mare di nebbia”, dipinto a olio del pittore Caspar David Friedrich, esponente di quel movimento romantico tedesco che trova proprio nella rappresentazione del paesaggio e dei sentimenti che questo suscita nell’osservatore il suo punto più alto.
Quel viandante che osserva un panorama avvolto dalla nebbia potrebbe essere ognuno di noi, immerso in una natura che lo emoziona, ma di cui non riesce ad afferrare in pieno l’interezza e l’interrelazione profonda fra tutti gli elementi che la compongono, la abitano, cercano di comprenderla e intanto col loro agire la trasformano. La frase che Federcaccia accompagnava e accompagna quell’immagine è insieme un monito e un programma: “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli”. Ne richiama un’altra, sicuramente più conosciuta: un proverbio degli indiani Navajo che dice “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”.
Uscendo dalle metafore, il senso del messaggio è che come uomini, come cittadini-cacciatori, ci dobbiamo adoprare nei confronti dell’intera società perché quei territori e quella ricchezza di fauna e di biodiversità di cui oggi godiamo continuino a essere a disposizione di tutti. Anche dei nostri figli, dei nostri nipoti, per fare in modo che possano continuare a vivere come noi la Natura negli anni a venire.
Serve il nostro agire e il nostro impegno. Un impegno che per Federcaccia non è una “scoperta” di oggi o l’adesione a un ambientalismo di facciata per cercare nuovi consensi fra i non cacciatori, ma una necessità e un dovere avvertito da tempo. Mutamenti climatici, consumo del suolo, pratiche agrarie e forestali sostenibili, sfruttamento delle risorse sono temi di cui la Caccia in tutta Europa si occupa e di cui deve ancor più e meglio occuparsi in prima persona, non fosse altro che per i riflessi che questi hanno sulla fauna e sull’ambiente che essa abita. Le conseguenze dei disequilibri in campo ambientale anche per la caccia e i cacciatori sono, o dovrebbero essere, ormai evidenti a tutti, e i loro effetti sulla pratica venatoria vanno ben oltre le questioni - pur importanti - del calendario venatorio. Questo numero è dedicato proprio a questi argomenti, trattati da esperti di primo piano. Ci auguriamo possa essere una lettura interessante e fonte di riflessioni per far ancor meglio comprendere il ruolo che noi cacciatori abbiamo, e ancor più potremmo e dovremmo avere, in un campo nel quale troppe volte siamo stati additati come spettatori disattenti.


L’EDITORIALE; L’AMBIENTE E L’UOMO, Un rapporto indissolubile; RAPPORTO ISPRA, I costi nascosti 
del consumo di suolo; LA PROSPETTIVA EUROPEA, Suolo, biodiversità, caccia; CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT, Il Manifesto Face; SUOLO E CLIMA, Una questione scottante; GESTIONE AMBIENTALE E FAUNISTICA, Ritorno al passato; HABITAT E PICCOLA SELVAGGINA, Il suolo e le lepri; AGRICOLTURA E FORESTE, Quel che resta del suolo agrario; WILDLIFE ECONOMY, Una risposta agli stati di crisi; PEOPLE 4SOIL, Una sfida da vincere; TUTELA AMBIENTALE, Più sicurezza per l’ambiente.

 

 

 

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