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CACCIA&TIRO n. 10/2017

Oggi la parola “etica” è molto utilizzata, a volte persino abusata. Anche il marketing ed i grandi brand se ne sono impossessati, è diventata una sorta di certificazione di qualità, da apporre ad un prodotto, un’attività, uno stile di vita. È proprio dello stile di vita che parliamo in questo editoriale e lo facciamo nel massimo rispetto di qualsiasi scelta, ma senza infingimenti. Da anni sentiamo parlare di alimentazione etica, stile di vita etico. In cima alla piramide ci sarebbero - il condizionale è d’obbligo e poi capirete il perché - i vegani, sul fondo gli onnivori e tra questi anche i cacciatori, che addirittura si procacciano la carne da soli. Recentemente, sulla testata on line “The Vision” è stato pubblicato un articolo dal titolo “Perché non c’è nulla di etico nella vita di un vegano”, che mi ha incuriosito molto. In sostanza l’autore fa un elenco dei principali cibi di cui si nutre chi segue una dieta vegana e descrive l’impatto socio-ambientale che la coltivazione di questi prodotti produce. Il comun denominatore di tutti questi cibi (mandorle, anacardi, avocado, soia e quinoa), alla base di una dieta vegana equilibrata, è che vengono coltivati in Paesi relativamente poveri, con colture intensive che hanno un enorme impatto sull’ambiente, in particolare sulla consistenza delle foreste, la sopravvivenza degli animali selvatici, il corretto utilizzo di risorse idriche, il benessere delle popolazioni locali. Facciamo alcuni esempi. Cercando le fonti mi sono imbattuta in uno studio diffuso da Fao in cui si descrive l’impatto che la popolarità della quinoa ha avuto nei territori delle Ande, luogo d’origine del cereale. Il rapporto parla del fatto che attualmente la quinoa ha aumentato il benessere delle popolazioni locali, in termini economici, ma che essa pone importanti interrogativi per il futuro. Passiamo ora all’anacardo, al quale si è interessato anche Human Rights Watch, che ha denunciato la grave situazione in Vietnam, il maggior esportatore. Nel Paese circa 40mila tossicodipendenti, chiusi in “centri di recupero” senza alcun supporto clinico (in Vietnam fare uso di droga non è reato), sono costretti a lavorare gli anacardi, subendo punizioni corporali e maltrattamenti, tra cui l’utilizzo di manganelli elettrici, sei giorni su sette, per una paga mensile tra i 75 centesimi e i 7,50 dollari. È il caso del Messico, dove gli agricoltori stanno anche abbattendo illegalmente grandi aree forestali per coltivare alberi di avocado, mettendo a rischio la sopravvivenza della farfalla monarca, che nidifica proprio in quelle zone, e abusando delle risorse idriche, che minacciano la sopravvivenza della fauna selvatica. La coltivazione della soia, altro elemento alla base dell’alimentazione etica vegana, oggi minaccia anche la foresta Amazzonica. È vero che il legume è in gran parte coltivato come mangime animale, ma in una ricerca commissionata da Wwf Uk e Food Climate Research Network (dal titolo How low can we go?), il cui scopo è individuare per la Gran Bretagna strategie alimentari maggiormente sostenibili in relazione alla riduzione dei gas serra, si giunge ad una conclusione che suona come un vero colpo di scena: passare da manzo, latte e prodotti animali a prodotti vegani dal valore nutrizionale simile potrebbe aumentare il consumo di superficie coltivata. Dopo tutte queste informazioni viene da pensare che forse gli estremi di quella piramide etica di cui parlavamo all’inizio andrebbero invertiti, fermo restando che ognuno è libero di alimentarsi come meglio crede. Quello che è certo, però, è che oggi è davvero difficile autoproclamarsi etici nei confronti dell’ambiente e degli animali. Forse di etico c’è solo l’acquisto a chilometro zero, impegnativo, difficile, ma possibile. In quest’ottica la fonte di proteine più etica sembrerebbe proprio essere la carne di selvaggina: è a chilometro zero, non inquina, non necessita di appositi spazi, perché non allevata, o di appositi mangimi, perché gli animali selvatici si nutrono di quel che trovano in natura…

CACCIA
PRIMO PIANO; NEWS; ATTUALITÀ; GESTIONE, Il contenimento della volpe: “istruzioni per l’uso” - Breve storia della trofeistica; CINOFILIA, Setter Gordon e pointer: due razze, due facce - Genetica e cinotecnica, ecco il futuro

TIRO A VOLO
DALLE PEDANE, I tre moschettieri campani; CIRCUITI AGONISTICI, Top Ammunition al “primo ciak”

INSERTO FITAV
LINEA DI TIRO; COPPA DEL MONDO PARA TRAP, Il para trap è diventato grande!; CAMPIONATO DEL MONDO, A Mosca super tris di campioni iridati; CAMPIONATO DEL MONDO COMPAK, Battisti, Valeri e Spada sono iridati; SETTORE GIOVANILE, Gran finale a Umbriaverde; L’INTERVISTA, Narducci: le stagioni di un campione; CAMPIONATO ITALIANO SETTORE GIOVANILE, Una vetrina per i giovanissimi; CAMPIONATO ITALIANO TRIPLETTO COMPAK, Spada indossa il tricolore; CAMPIONATO INTERSOCIETARIO - COPPA CAMPIONI DOUBLE TRAP, Tre giovanissime “piume”; COPPA CAMPIONI SOCIETÀ FOSSA OLIMPICA, Fiamme Oro brillanti più che mai; FATIMA CHAMPIONSHIP - MEMORIAL ROSSI, Atmosfera mondiale; CAMPIONATO ITALIANO SKEET FITAV, Uno scudetto per Di Bari; L’ALIMENTAZIONE NELLO SPORT, Cosa mangiare sul campo di gara; REGOLAMENTI, La sicurezza in pedana; TRAINING, L’organizzazione dell’esercizio fisico; CLASSICHE, Fossa olimpica: Memorial Ugo Pellielo

INSERTO FIDASC
A CACCIA DI SPORT; FERMA E CERCA, Primi pass per la Coppa del Mediterraneo - Premium, più forti di Lucifero; ENGLISH SPORTING, Lugli è il nuovo iridato

TIRO A SEGNO
SETTORE PARALIMPICO, Il tiro a segno con atleti ciechi e ipovedenti

 


 
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