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CACCIA&TIRO n. 12-01/2018-2019

L’ultima campagna della Lipu contro il bracconaggio sembra più l’ennesimo tentativo di ostacolare i cacciatori che una proposta per contrastare l’illegalità. Eppure, oggi più che mai, la battaglia non è tra cacciatori e ambientalisti, ma tra chi protegge l’ambiente e chi lo distrugge. Per questo chi è dalla stessa parte della barricata non dovrebbe dimenticarlo, mai. Pensare di essere dalla stessa parte, almeno quando si parla di bracconaggio, e scoprire che invece non è così. Lo si scopre già a partire dalle parole, quando, per un “vezzo” che non è semplice scelta stilistica, ma meditata volontà semantica, si parla di caccia illegale e non di bracconaggio. Inizia in questo modo, con la confusione delle parole e dei piani della realtà, l’ultima campagna della Lipu. “La caccia illegale in Italia è ormai un fenomeno dilagante, - si legge nel testo della petizione lanciata dall’Associazione - che colpisce anche specie particolarmente protette con gravissimo danno per la biodiversità e il patrimonio collettivo”. Immediata e dura è stata la reazione del mondo venatorio: “Colori, caratteri e messaggio ricordano tempi bui, certo fortunatamente non paragonabili, dominati e scanditi da pericolosi estremismi ideologici. - si legge in un comunicato delle Associazioni facenti parte della Cabina di regia unitaria del mondo venatorio (Anlc, AnuuMigratoristi, Arcicaccia, Enalcaccia, Eps, Italcaccia, Federcaccia e Cncn) - Con questi toni la Lipu torna a mandare uno dei suoi messaggi propagandistici, tutti peraltro uniti dal filo comune della richiesta di fondi, scagliandosi questa volta contro il bracconaggio. Azione meritoria che condivideremmo anche noi, se non fosse solo l’evidente pretesto per chiedere ancora una volta, ma guarda un po’, la chiusura della caccia. ‘Sorvegliati speciali’, ‘Se sbaglia uno che paghino tutti’. Questo il bel messaggio trasmesso nell’ultima campagna Lipu che promuove l’idea di una proposta di legge con annessa petizione, che introduca una sorta di Daspo ma non contro i bracconieri, che di leggi regolamenti e limitazioni varie se ne ridono, visto che la loro azione si svolge per definizione al di fuori della legalità. Ovviamente il provvedimento deve colpire i cacciatori onesti, rei di non si sa bene cosa se non, appunto, di essere cacciatori”. Nel comunicato le Associazioni precisano anche che ci sono già stati casi “di ‘clamoroso bracconaggio’ poi rivelatisi dopo un po’ di tempo decessi per cause naturali, o altro che nulla aveva a che fare con la caccia. Di altri, denunciati magari con tanto di radiografie che evidenziavano pallini ovunque, persino nelle penne della coda!, poi non si è saputo più nulla. Bontà nei nostri confronti? O retromarcia una volta che qualcuno aveva chiesto di vedere meglio la spoglia? Allora, ci chiediamo conoscendo già la risposta: si vuole fare azione di tutela contro un reato esecrabile o di tutta l’erba un fascio con un provvedimento che oltretutto mostra da subito una palese illegittimità non distinguendo fra rei e onesti?”.
Difficile capire perché la Lipu, pur conoscendo molto bene il mondo venatorio - con il quale più volte si è seduta allo stesso tavolo per studiare strategie condivise in favore di fauna e ambiente - si sia spinta verso richieste tanto radicali, a nostro avviso irragionevoli e soprattutto non funzionali alla causa: tutelare la fauna e in particolar modo le specie a rischio. Anche i cacciatori - proprio come tutti gli altri cittadini e forse, per maggiore frequentazione del territorio, anche di più - sono affascinati dalla bellezza di falchi, aquile e cicogne, consci della necessità di proteggerli, consapevoli dei delicati meccanismi che governano gli equilibri faunistici, convinti dell’importanza di salvaguardare habitat e specie, ma soprattutto sono per la legalità ed il rispetto delle regole. La battaglia oggi è tra legalità e illegalità, tra chi protegge l’ambiente e chi lo distrugge. Chi è dalla stessa parte della barricata non dovrebbe dimenticarlo, mai.

CACCIA
PRIMO PIANO; NEWS; GESTIONE, Quando, come e perché delle Zrc - Un “nobile” alla conquista del Sud; CINOFILIA, Guardiamo i numeri degli altri - Campioni a giudizio;

TIRO A VOLO
MENTAL COACHING, Come gestire la tensione della gara; CLASSICHE, Callara va a segno nel 3° Trofeo Vitakraft

INSERTO FITAV
MONDIALE CISM, 16 nazioni in gara al Tav Gioiese; ATTIVITÀ INTERNAZIONALE, Grand Prix Pochivalov, trasferta in Kazakhstan; MONDIALE ELICA, Roberto Proietti sfiora il trionfo a Rio Cuarto; RASSEGNA SPORTIVA 2018, Due carte e mille vittorie; ACCESSIBILITÀ IMPIANTI, Uno “sparo” alle barriere; SETTORE PARALIMPICO, Emilio Poli e il suo impegno a tutto campo; SETTORE GIOVANILE, Ferrari: classe 1999, tiratore da sempre; PERSONAGGI, Gobbo: il bagaglio di un direttore di tiro;
ATTIVITÀ FEDERALE, Fine d’anno, tempo di bilanci; CLASSICHE, Felici vittorioso al Marocchi 2018; LINEA DIRETTA CON IL CT, Dove far cadere lo sguardo; FORMAZIONE FEDERALE, Standing ovation per i coach di domani

INSERTO FIDASC
A CACCIA DI SPORT; CINOFILIA, 12ª Coppa del Mediterraneo: quattro ori dalla Spagna; TIRO CON L’ARCO DA CACCIA, Un debutto in grande stile; INCONTRI, Una visita molto gradita

TIRO A SEGNO
MEETING INTERDISCIPLINARE, “Sharing the Future”: esperienze a confronto

 

 

 


 
CacciaTiro 12 01 2019
ULTIMA USCITA N. 12-01/2018-2019
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