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CACCIA&TIRO n. 12-01/2017-2018

I cambiamenti sempre più repentini, che siano sociali o economici, continuano a porre sfide e domande al mondo venatorio, che in questi anni ha saputo operare molte trasformazioni, dall’immagine del cacciatore al suo percorso di avvicinamento alla scienza.
La domanda che ci potremmo porre, allora, è se il cacciatore sarà capace di essere figlio del suo tempo, di plasmare la sua figura su ciò che c’è di nuovo, che sempre più spesso è imprevedibile ed improvviso. Certo questa è una domanda a cui è difficile rispondere. Ciò che possiamo dire è che questa sfida non coinvolge solo il mondo della caccia, ma quello rurale nella sua totalità. Un’altra cosa che possiamo affermare è che oggi il linguaggio legato alla caccia è cambiato. C’è stata, ad un certo punto della nostra storia recente, un’esplosione contro la caccia e per alcuni decenni era molto più semplice e “popolare”, per la politica ed anche per i mezzi di informazione, schierarsi con i movimenti anticaccia, contro l’uomo contemporaneo che pur avendo tutto a disposizione continua il suo gioco perverso: quello di uccidere animali per divertimento. Poi cosa è cambiato? Difficile fare un’analisi in poche righe, ma ad un certo punto il mondo venatorio ha deciso di raccontarsi in maniera diversa, di spiegare con parole nuove il valore della caccia, il ruolo sociale del cacciatore. È anche successo che molte specie selvatiche, “nonostante” la caccia, hanno raggiunto una consistenza notevole, a volte addirittura eccessiva, a causa dell’abbandono di parte del territorio agrosilvopastorale, soprattutto delle zone montane, ma anche grazie alla buona gestione da parte degli stessi cacciatori. Ecco allora che l’argomento anticaccia più gettonato, quello della minaccia alla sopravvivenza stessa delle specie selvatiche, è venuto meno: la realtà ha forse dato il più grande schiaffo alla demagogia. Poi è anche successo che i grandi cambiamenti nel mondo agricolo e la crisi economica hanno reso più pressanti e giustificate le richieste di chi dalla terra trae il proprio reddito: i danni da fauna sono ormai una questione centrale per qualsiasi istituzione che affronti la gestione del territorio. Anche nel mondo venatorio, come dicevamo all’inizio, abbiamo assistito ad una piccola rivoluzione copernicana, la caccia oggi non è più argomento di nicchia, comprensibile solo ai praticanti o a pochi altri, la caccia può essere spiegata con parole nuove, parole che non rivendicano solo un diritto sancito dalle nostre leggi, ma anche il ruolo sociale del cacciatore. Questa è stata la chiave di volta su cui si è sviluppata una nuova comunicazione. Una comunicazione che parla del cacciatore che è sentinella del territorio, protettore degli habitat, gestore della fauna, importante aiuto per il contenimento delle specie aliene, occhio vigile sul dissesto idrogeologico e sugli incendi. Comunicare tutto questo con parole comprensibili a tutti è sempre difficile, eppure una breccia si è aperta, tra i cittadini e nelle istituzioni. Oggi, inoltre, la caccia è anche scienza, come forse non lo è mai stata. Mentre il ruolo del cacciatore gestore-protettore-conoscitore del territorio era qualcosa di cui riappropriarsi, già presente nel passato, è del tutto nuovo il ruolo del cacciatore come principale alleato di progetti volti allo studio e alla salvaguardia della fauna. È attraverso la scienza che in questi anni il mondo venatorio è riuscito ad intavolare confronti su un piano diverso da quello delle semplici idee divergenti. È con cifre e ricerche scientifiche che si è presentato di fronte alle Istituzioni e ai suoi detrattori, per dare un supporto scientifico alle proprie ragioni. Tutto questo ha un nome: si chiama evoluzione.

CACCIA
PRIMO PIANO; NEWS; ATTUALITÀ, Conoscere per gestire: la caccia del futuro; GESTIONE, Latina2, un esempio da considerare - I fiori selvatici ci parlano - L’istrice: bello e pericoloso; CINOFILIA, Un unico grande progetto

TIRO A VOLO
SEMINARI, In pedana è sceso il mental coaching; CIRCUITI AGONISTICI, Entra di nuovo in scena il Winter Challenge;

INSERTO FITAV
LINEA DI TIRO; FINALE COPPA DEL MONDO ISSF, L’Italia signora delle Coppe di cristallo; GRAN PREMIO INTERNAZIONALE FEMMINILE, Fatima Women’s Shooting Championship; CHIUSURA STAGIONE AGONISTICA, Fitav in festa per la Struttura Federale; CAMPIONATO DEL MONDO ELICA, America gran terra di conquista; AVVIAMENTO ALLO SPORT, Il Fiocchi Foundation tour fa tappa a Bologna; RASSEGNA SPORTIVA 2017, Italiani in trionfo dagli Urali al Gange;
L’ALIMENTAZIONE NELLO SPORT, L’alimentazione del giorno di gara; TRAINING, Dalla teoria alla pratica; L’INTERVISTA, Visti da vicino: Gianfranco Mengoni

INSERTO FIDASC
A CACCIA DI SPORT; CINOFILIA, Una Coppa sempre più impegnativa; ARCO DA CACCIA, Tricolori al largo dei bastioni medicei

TIRO A SEGNO
ATTIVITÀ AGONISTICA, Bangkok andata e ritorno

 

 


 
CacciaTiro 12 01 2018
ULTIMA USCITA N. 12-01/2017-2018
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Abbonamento ArcoCon le sue 50.000 copie il mensile Caccia&Tiro rappresenta la principale rivista di attualità sportiva e venatoria del settore. La sua trasformazione da quindicinale a mensile ha permesso un maggior approfondimento delle tematiche trattate, offrendo ai propri lettori, grazie alla maggiore foliazione, più caccia, più cronache sportive, più curiosità ed approfondimenti. Caccia&Tiro è anche alla continua ricerca di nuovi contenuti, dalle novità sui prodotti per la caccia e il tiro alle tematiche scientifico-ambientali, comprendendo tutti quegli aspetti che ruotano attorno alla tradizione venatoria, come gastronomia, storia e cultura. Caccia&Tiro raggiunge in abbonamento postale un target estremamente mirato. Il periodico, grazie a particolari convenzioni con le Federazioni sportive di riferimento, viene inviato anche ai 20.000 tiratori della Federazione italiana tiro a volo. Caccia&Tiro è disponibile anche in versione digitale ed acquistabile on-line (copia singola o abbonamento) su greentime.ezpress.it. Il legame della testata con lo sport è ancora più saldo, grazie alle oltre 10.000 copie che ogni anno sono presenti in occasione delle gare e presso i campi di tiro. Caccia&Tiro raggiunge tutte le realtà del settore, arrivando anche alle armerie di tutto il territorio nazionale, alle riserve di caccia, alle aziende agro turistico venatorie, agli allevamenti cinofili e di selvaggina, alle aziende produttrici e/o importatrici. Caccia&Tiro guarda anche al mondo associazionistico ed istituzionale e viene distribuito: ai dirigenti di tutte le associazioni venatorie italiane; alle Sezioni provinciali e comunali della Federcaccia; agli Atc e ai Comprensori alpini; agli organi periferici e alle società sportive della Fitav, della Uits (Unione italiana tiro a segno), della Fidasc (Federazione italiana discipline con armi sportive da caccia); alle Società dell’Enci; alle associazioni di categoria, agricole, ambientaliste; ai parchi nazionali e regionali; agli assessorati regionali e provinciali, agli organismi pubblici e parlamentari.

 

 


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