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CACCIA&TIRO n. 03/2019

Di chi è la gestione di fauna e ambiente? È una domanda che suona imprecisa e rude, per certi versi, perché un tema così delicato andrebbe affrontato con atteggiamento programmatico, proattivo e scientifico. Eppure siamo tornati a questa domanda. Siamo di nuovo alle porte chiuse e ai colpi di mano, con la natura strattonata in una sterile ressa sulle competenze e sul “vantaggio di chi”, fatta oggetto di una partita a scacchi che pochi avrebbero voluto giocare. A febbraio la questione legata alla revisione da parte della Commissione Europea dei Key Concepts - per contribuire alla quale tutti gli Stati membri erano stati chiamati ad inviare, entro lo scorso 31 ottobre, un database ed una lettera contenente lavori scientifici - ha subito un’impennata mediatica, “grazie” a comunicati e controcomunicati, dichiarazioni e polemiche. Ecco in sintesi quanto è successo. Il ministero dell’Ambiente (Mattm) invia il database e la documentazione richiesta dalla Commissione Europea basandosi sui pareri dell’Ispra, che propone di modificare in senso restrittivo i Key Concepts per 3 specie su 5 (tordo bottaccio, tordo sassello, cesena, beccaccia e alzavola). Successivamente arriva al Mattm una richiesta, da parte del ministero delle Politiche comunitarie, di un confronto e di una mediazione sul tema. A questo punto le Associazioni ambientaliste Enpa, Lac, Lav, Leidaa, Lipu-Birdlife e Wwf insorgono e, tra le altre cose, parlano di figuraccia internazionale, chiedono al presidente del Consiglio Conte di fermare “l’assalto dei cacciatori alla scienza”, di un “attacco contro l’Ispra”, di pressioni dei cacciatori tramite il ministero delle Politiche agricole (Mipaft) e così via, secondo quel registro intonato su disinformazione e allarmismo che ben conosciamo. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa diffonde un comunicato per rivendicare la correttezza e l’affidabilità del suo operato basato sui dati Ispra, affermando che il rigore italiano dovrebbe essere di esempio per gli altri Stati membri. Intervengono anche i cacciatori, attraverso un comunicato, tecnico e misurato, a firma della Cabina di regia delle Associazioni venatorie. Nel comunicato le Aavv sottolineano che le 5 specie “per cui le Associazioni venatorie hanno richiesto una modifica dei Kc sono tutte in situazione demografica favorevole, e sono state cacciabili fino al 31 gennaio dal 1992 (e anche fino a febbraio prima di quell’anno) e questo dimostra che il prelievo venatorio non ha influito minimamente sulla loro conservazione”. Precisano inoltre che “La competenza del ministero delle Politiche agricole, forestali e del turismo sulla fauna è sancito dal comma 7 bis dell’articolo 1 della legge 157/92, in particolare per quanto riguarda i dati e le ricerche da trasmettere alla Commissione Europea. Questi dati devono peraltro essere trasmessi dal ministero delle Politiche europee, e non dal ministero dell’Ambiente, come erroneamente eseguito nel novembre scorso dallo stesso ministero”. Le Associazioni fanno anche notare che “La procedura Eu Pilot 6955/Envi riguardante i calendari venatori, ha verificato che solo tre specie oggetto di caccia in Italia hanno stagioni più estese di quanto i Key Concepts prevedono. Proprio per sanare questa situazione l’Italia ha chiesto alla Commissione la revisione dei Kc, al fine di determinare nuovi Kc, omogenei con quelli degli altri Paesi del bacino del Mediterraneo”. E infine, sui dati Ispra: “È sorprendente che i dati elaborati da Ispra, mai condivisi con il ministero delle Politiche agricole, e mai pubblicati su riviste scientifiche, prevedano la migrazione di alcune specie all’inizio del mese di gennaio, quando negli altri Paesi questa è prevista dopo la metà di febbraio”.
Di chi è quindi l’ambiente? Rispondiamo a questa rude domanda dicendo che l’ambiente è dei cittadini italiani, di tutti coloro che lo valorizzano e che di esso vivono. Su un piano istituzionale la competenza è di entrambi i ministeri, per la legge, ma anche per il buonsenso, perché natura e attività rurali sono inseparabili e c’è una sola ricetta, vecchia e banale, per la convivenza, sul territorio come nel Palazzo: una ricetta che prevede armonia, cooperazione, rispetto e soprattutto buona fede.

CACCIA
PRIMO PIANO; NEWS; GESTIONE, Quando I fagiani erano “nocivi”… - Il Lupo in Italia e in Europa ; SPECIALE SELEZIONE,  La selezione sta nei dettagli; CINOFILIA, Benvenuto numero 361! - Un aiuto alla barbara: SPECIALE HIT, Sempre al top

TIRO A VOLO
MENTAL COACHING, Pensa, allenati, gareggia e vivi come un campione; NOZIONI TECNICHE, Il rinculo del fucile; LINEA DIRETTA CON IL CT, La preparazione dell’arma
INSERTO FITAV
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INSERTO FIDASC
A CACCIA DI SPORT; SLEDDOG, Italia regina d’Europa; VITA FEDERALE, Il futuro all’insegna di un nuovo logo; TIRO CON L’ARCO, Un’altra amichevole in punta di freccia; MANIFESTAZIONI, Gran Gala Fidasc Calabria 2019; CINOFILIA, 9° Gran Premio Trofeo Milena Goffi

TIRO A SEGNO
SETTORE GIOVANILE,  L’Accademia del tiro concede il bis

 

 


 
CacciaTiro 03 2019
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