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Editoriale Arco n. 5/2021

Un valore sottostimato

Quante emozioni in questo numero! Le due medaglie conquistate dai nostri azzurri alle Olimpiadi di Tokyo nel tiro con l’arco (l’articolo a pag. 4) rappresentano un’impresa grandiosa, che resterà impressa nella storia e nei cuori di tutti noi. Non ringrazieremo mai abbastanza Mauro Nespoli e Lucilla Boari per le emozioni che ci hanno regalato. Più in generale la luce proiettata dai risultati olimpici italiani sarà una salutare linfa per il nostro movimento sportivo ed è inutile dire quanto ce ne fosse bisogno. Tutti, anche stavolta, hanno gioito per le medaglie olimpiche degli azzurri, giustamente. Molto orgogliosi si sono dimostrati anche Governo e Istituzioni. Molto bene, ma diciamo anche che, purtroppo, l’Italia non è un Paese che investe nello sport come dovrebbe e che tiene questa nobile ed utilissima attività nella dovuta considerazione. Pochi investimenti, poche strutture, poca cultura dello sport. Il merito delle medaglie italiane non è certo ascrivibile ad un contesto politico che sostiene ampiamente lo sport, il merito va alle Federazioni sportive, che nonostante tutto sono riuscite a supportare gli atleti, e soprattutto va agli atleti stessi: tenaci, solidi e speciali, come solo i migliori italiani sanno essere. Ricordiamo inoltre che, in un contesto nazionale già poco accogliente per lo sport, si erano inseriti anche la pandemia ed il pasticcio all’italiana creatosi attorno alla Riforma dello stesso, che ha costretto le Federazioni ad eleggere i nuovi direttivi nazionali alla vigilia delle Olimpiadi e che rischiava di mandare a Tokyo i nostri atleti senza bandiera e senza inno nazionale. Lo sport è stato più forte di tutto questo e i nostri atleti hanno portato a casa risultati notevoli, nonostante tutto. Ora si volta pagina e si guarda alla seconda strana Olimpiade della storia, che si terrà tra tre anni anziché quattro. I nostri campioni sono già focalizzati sull’obiettivo: programmano e si allenano, con una precisa visione di futuro. Sarebbe allora auspicabile che oltre ad invitare i campioni olimpici a “palazzo”, i nostri politici traessero anche qualche insegnamento da loro, tentando strade diverse, fissando obiettivi e definendo il futuro dello sport, che è un’attività salutare e formativa, dal valore sociale ancora troppo sottostimato. Che le medaglie ci aiutino!

Valeria Bellagamba

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