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Editoriale Il Cacciatore italiano n. 3-4/2020

La caccia ai tempi del Covid-19

È una strana vigilia di caccia quella che mi trovo a evocare. In parte perché i tempi della rivista che mi ospita sono tali da anticipare di molto queste mie riflessioni, dall’altra perché questo è stato un anno per molti versi terribile e sicuramente particolare. Il manifestarsi del virus, la lunga quarantena, la forzata interruzione dei rapporti sociali e delle attività all’aperto ha portato conseguenze su tutti gli aspetti della nostra vita, e la caccia non poteva rimanere indenne. Fortunatamente, anche se con strascichi e problemi di ordine sociale ed economico la cui onda lunga continuerà a farsi sentire ancora per molto tempo, stiamo faticosamente riprendendo se non la quotidianità cui eravamo abituati almeno un modus vivendi a quella vicino. Mentre scrivo, da qualche settimana sono ricominciate le attività di addestramento e allenamento cani nelle aree preposte e le operazioni di controllo della fauna opportunista; la possibilità di sistemare capanni e appostamenti; in molte regioni è ripresa o sta per riprendere la stagione della selezione. Ci sono nuove regole da seguire, abitudini da prendere, buone pratiche da applicare… Noiose? Ma sì, ammettiamolo. Però niente di impossibile. La nostra è una attività che non crea poi chissà quale problema a essere svolta seguendo le regole del distanziamento sociale e in mezzo ai boschi, alla campagna, è certamente più facile essere soli che in compagnia. Si può quasi dire che il distanziamento sociale, inteso come distanza fisica, i cacciatori lo applicano per natura e per legge da sempre. Certo, alcune forme di caccia - penso ai capannisti - o momenti di queste, come il raduno prima della braccata, qualche attenzione in più la richiedono. Sono gli aspetti sociali e socializzanti del nostro essere cacciatori che maggiormente risentono di questo clima più che la caccia in sé. Ma fortunatamente anche in questo pare si stia andando verso una maggior libertà ogni giorno che passa. Nel frattempo Federcaccia, affidandosi a esperti e medici, ha dato vita ad alcuni opuscoli con indicazioni di comportamento utili, basate proprio su quelle buone pratiche che ricordavo prima e che con poca fatica possono essere messe in atto. Anche le nostre sedi su tutto il territorio nazionale, che rispettando le indicazioni governative avevano sospeso l’apertura al pubblico, non appena è stato possibile si sono rese di nuovo agibili applicando tutti i protocolli di sicurezza per garantire ai frequentatori la massima sicurezza, oltre alla consueta assistenza e professionalità nel disbrigo delle pratiche e degli adempimenti venatori. Federcaccia non è stata ferma in questi mesi. Oltre a continuare l’impegno a sostegno della lotta contro l’epidemia di Covid-19, di cui vi diamo conto anche su questo numero - e a tutti quelli che si sono in vario modo impegnati vada il mio sincero ringraziamento - non è mai venuto meno l’impegno e il lavoro per garantire la prossima stagione. Questo si è tradotto in un contatto continuo e costante con gli Uffici caccia delle Regioni per fornire dati e documenti a supporto di calendari venatori il più possibile a prova di ricorso, ma anche il rintuzzare pericolosi tentativi di riduzione delle specie cacciabili ai quali purtroppo da qualche anno il ministero dell’Ambiente ci ha abituati. Anche quest’anno non è mancata infatti la lettera “di invito” a togliere dai calendari due specie, moriglione e pavoncella, “avvisando” del pericolo di ricorsi e interventi a livello di Commissione ambiente, in realtà inesistenti. Pronta, anche in questo caso, e circostanziata la nostra risposta attraverso l’Ufficio studi e ricerche. Purtroppo contro il virus dell’animalismo mascherato da ambientalismo non c’è mascherina che tenga, ma la nostra Federazione tiene sempre alta l’attenzione e ha gli anticorpi giusti. A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi un sincero, condiviso e forte “in bocca al lupo” per la stagione che va a cominciare. Prudenza, rispetto dell’ambiente e delle specie selvatiche e correttezza siano i principi che come sempre devono guidare il nostro agire, perché anche attraverso la pratica di una passione millenaria e in sintonia con la natura quale è la caccia, la vita riprenda il suo sapore di sempre.

Massimo Buconi


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